Stupore


Vorrei armarmi di soavità
e guardare con l’innocenza,
piena e inconsistente,
l’essere del mondo.

Ritrovarmi e perdermi nel mio,
e nel suo, stupore.

Senza chiedermi chi sono,
senza volermi cercare.

Vorrei tornare a guardare
l’essere concreto del mondo
con la pienezza del vuoto che
non s’irretisce nella propria
vacuità annichilente.

Lontano da una prigione,
prossimo ad una vita.

stupore poesia di giovanni amato

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