Jack the Fence


illustrazione cyberpunk

Il jack ancora inserito nella nuca, un rivolo di sangue all’altezza del collo, pupille dilatate e sudore – freddo come il ghiaccio – dovuto alla pressione bassa. Eppure, la sua folle corsa doveva continuare. Aveva appena rubato più di 50 miliardi di eurodollari dal conto di uno dei più importanti corporativi della Drake Industries.

Doveva correre.

Arrivare al rendez-vous all’orario stabilito, scambiare il suo chip con un futuro nuovo e, soprattutto, lontano da Londra.

Jack non si è mai abituato al crollo della monarchia. Ma, in fondo, nessuno lo ha davvero digerito. Sì, non c’è troppo sconforto tra le strade, la tomba della regina è sempre un luogo pieno di visitatori, devoti e curiosi, eppure nell’aria, negli occhi della gente qualcosa è cambiato.

Jack vuole andare via. Cambiare vita, trasferirsi in una delle isole ancora emerse, vivendo esclusivamente di pesca.

Dopo un passato come ladro d’appartamenti, decker e ricettatore, Jake è davvero convinto di mollare tutto e invecchiare in pace, lontano dai guai e da una democrazia ormai estinta. I suoi sessant’anni si fanno sentire, la mira vacilla, così come i riflessi nella rete e la pazienza.

Già, dover trattare con dei coglioni non è il massimo. Perché parlo di teste di scroto, arricchite da un mix di droghe sintetiche? Mai sentito parlare di neomina? Si tratta di una droga potentissima che distrugge – tanto per cambiare – il cervello di chi decide di sniffarla. Certo, dicono che lo sballo sia incredibile, ma Jack non l’ha mai provata, si limitava a venderla.

Tutto questo flusso di pensieri scorreva veloce come una gara di hovercraft, nella mente di Jack.

E continuava a correre come un ossesso.

I riflessi circuitati facevano le beffe, e non c’era abbastanza tempo per una riparazione di fortuna. Bisognava solo raggiungere il luogo dell’incontro.

Dopo una folle corsa tra decine di isolati, ecco finalmente la bettola dove far avvenire lo scambio. Jack fece un lungo respiro, si guardò indietro per controllare che nessuno l’avesse seguito, ed entrò nel bordello meno accreditato di tutta Londra.

Un pompino di benvenuto, un bicchiere di Gin e una stretta di mano con il suo compratore. Tutto aveva preso la giusta piega; ogni pezzo del puzzle era al suo posto, e il disegno creatosi era pura estasi per la mente di Jack.

Hai presente quel momento in cui i tuoi pensieri superano il suono della vita che ti circonda? E come se all’improvviso non ascoltassi nient’altro che il tuo io: una voce profonda, quasi matriarcale che ti impone di ragionare, di tornare alla realtà.

Ecco, proprio quando Jack stava per dare ascolto al suo subconscio, un colpo gelido come la morte esplose da una P38. Un colpo che fracassò il cranio del ricettatore più famoso di Londra.

Si chiamava Jack the Fence.


Leggi l’episodio successivo: Il progetto New Born

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