Il progetto New Born


donna riversa sul pavimento

Il fetore di vomito misto a sangue e sudore. Sporco rappreso ovunque, e tossici distesi per tutta la stanza.

Questa è la scena che si para davanti a Kayle, una pittrice underground londinese, che dipinge lo sfarzo e la merda che aleggia per le strade della metropoli.

Kayle si trova in questo edificio pittoresco e decadente per un solo motivo: scoprire chi ha ucciso suo fratello. Inchiodare il carnefice che ha strappato via l’unico legame con la sua famiglia.

I genitori, infatti, erano morti durante il conflitto per l’indipendenza dall’Europa che, nel 2025, dimezzò la popolazione di Londra e dichiarò la fine della monarchia.

Quelle dannate bombe chimiche ancora oggi, dopo quasi 20 anni, provocano negli animi della gente rabbia, sconforto e paura.

Ma oggi non cè tempo per il rammarico.

Oggi, Kayle deve restare concentrata. La sua mente deve essere sgombra.

Una traccia da seguire. Un indizio da estrapolare. Una mazzetta da un migliaio di eurodollari da “donare” a chiunque possa darle un nome.

Non appena varcato l’ingresso, Kayle viene fermata da uno dei tossici che frequentano il ritrovo. “Ehi, tu sei la sorella di Jack!” – esclama, biascicando. “Lo aspetto da tre giorni… Ha la mia dose. Capisci?! La mia fottuta dose!”

Kayle trattiene a stento uno dei ganci che il suo migliore amico, Mike, le aveva insegnato, durante una delle numerose sessioni di pugilato, alla quale si era sottoposta.

Trattiene la sua rabbia per un solo motivo: quel tossico può sapere qualcosa.

“Credo sia difficile, per te, avere la tua dose di veleno quotidiana… Mio fratello è morto.” – risponde Kayle, con voce ferma e decisa.

“The Fence è morto?! Che mi venisse un overdose! Credevo che quel diavolo avesse il dono dell’immortalità… O almeno dopo il suo abbonamento con quella nuova azienda che promette di rimetterti in piedi, anche dopo un colpo in testa… Capisci? Anche se il tuo cervello è sparso ovunque! Figo, vero?!”

Lalito di quel tossico è come il tanfo del peggiore dei cessi di Edimburgo.

Ma le informazioni che sta dando a Kayle sono preziose. Non resta che verificare la veridicità delle sue parole.

“Mio fratello era iscritto al programma New Born?” – esclama Kayle. “Ne sei sicuro? Chi è la fonte?!” – aggiunge, urlando.

La sua voce attira altri tossici, che fino a quel momento sono rimasti distesi, quasi immobili, nel loro angolo di disperazione.

In pochi istanti, Kayle è circondata. Sguardi ignoti e voci urlanti, vomitano lamentele, preoccupazioni, vecchi rancori… E lei appare così piccola. Indifesa. Gli anni passati ad allenare il suo corpo e la sua mente, di colpo, sono del tutto inutili. Si abbassa sulle ginocchia, avvolgendo le sue braccia intorno a esse. Abbassa la testa, e inizia a urlare. Forte. Sempre più forte.

I brandelli di carne e gli ettolitri di sangue riversi su tutto l’ambiente circostante sono il risultato delle sue urla. Kayle si guarda attorno. È sconvolta. Continua a domandarsi se sia stata lei a combinare quel disastro… Si alza lentamente. Dà un’ultimo sguardo al magazzino, e corre via.

Il progetto New Born, le voci dei tossici, il massacro al locale, suo fratello Jack… Nella mente di Kayle ruota un quadro caotico, composto da centinaia di immagini diverse. Ma a lei, per il momento, interessa correre.

Correre lontano.


Leggi l’episodio precedente: Jack the Fence

Leggi l’episodio successivo: Il Detective Stone

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4 thoughts on “Il progetto New Born

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