Il suonatore d’arpa


Quando sei morto dentro più freddo è il vento
per ogni ombra nella notte tu provi spavento
guardi il mare che sferraglia come mille spade
senti l’istinto di saltare che ti pervade.

Sei da solo su quella maledetta scogliera
in lontananza avverti i presagi della bufera
le acque si agitano chiamandoti con voce grave
il mare è nero e non vedi neppure una nave.

Non sei stato nessuno fino a questo momento
come dice tuo padre sei solo un fallimento
un incapace senza speranze per il futuro
sei solo uno scherzo di un destino oscuro.

A diventare un cavaliere sei stato forzato
a nessuno interessava se non vi eri portato
ti imposero ideali e regole da rispettare
non eri tu quello che vedevano cavalcare.

E quando venisti ferito e sconfitto in guerra
quando venisti disarcionato e cadesti a terra
quando a sedici anni vedesti la paura di morire
un uomo che non conoscevi ma che dovevi colpire.

Sconfitto sei stato per non aver voluto uccidere
come un verme al suolo di cui si può solo ridere
gli amici ti schernirono come se fossi un demente
si dimenticarono di te perché eri solo un perdente.

E gettasti fango sul buon nome della tua casata
per colpa tua tutta la famiglia fu disonorata
vedesti l’odio sui volti dei tuoi familiari
disprezzo e vergogna nei loro occhi erano chiari.

Non eri mai stato motivo d’orgoglio per i tuoi
non ti hanno mai fatto fare quello che tu vuoi
non eri bravo né con la spada né a cavalcare
neppure la magia come tua madre sapevi usare.

E alle carnevalate che erano le feste a palazzo
stavi in disparte mettendo i tuoi in imbarazzo
non sapevi ridere come gli altri idioti di corte
e ballare come loro a quei raduni di anime morte.

Solo una cosa fin da piccolo hai saputo fare
ma per tua madre è solo un’attività da giullare
per tuo padre è un’arte da dama di compagnia
suonare l’arpa creando la sua dolce melodia.

Più nessuno ti vuol bene in quel branco di cani
adesso solo solitudine puoi stringere nelle mani
e di nera tristezza la tua anima ferita è pervasa
stanotte ti sei allontanato troppo dalla tua casa.

Sei sulla scogliera del non ritorno colmo di dolore
il mare ti invoca ma che farai giovane suonatore?

scogliera sull'oceano

 

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