Mai più sbronze


racconto breve pulp

“J.J., facciamo un altro giro? Cosa prendi?”
“EH???”
“TI HO CHIESTO COSA VUOI DA BERE!”

J.J. si concentra sul labiale dell’amico. Lui e il resto della compagnia sono sprofondati sui divanetti della discoteca, in contemplazione mistica della cubista con i capelli viola, completo in pelle che lascia poco spazio all’immaginazione e tacco 12 assassino. La serata è appena cominciata, J.J. è su di giri. Si liscia i capelli ricci con la mano destra, gli basta uno sguardo e l’addetto al beveraggio si lancia al bancone. È ora di alzare il livello, dalla birra ai superalcolici. Per fortuna che c’è Poldo a fare d’autista, povero Poldo. A parte il nome, è molto triste non poter bere nulla a una festa… E che festa.

J.J. si guarda in giro. La conversazione con i suoi compagni di sbronze langue. Comincia a farsi insensata. Molto meglio dare un rapido sguardo alla varietà femminea che ondeggia sulla pista da ballo. Corpi in movimento, sembrano volute di fumo. Inafferrabili, effimere, incantatrici. Arriva il gin lemon.

J.J. beve, comincia a sentirsi leggero, rilassato, fluido e poi, ad un tratto vede lei. Piccola di statura, minuta. Indossa un vestito grigio chiaro, semplice e i capelli neri sono raccolti in uno chignon disordinato. Una rosa bianca nell’acconciatura e la ragazza sembra provenire direttamente dai giardini dell’Eden. Sembra illuminata da dentro, non porta gioielli. Niente trucco sulle lunghe ciglia che incorniciano occhi azzurro ghiaccio. Attirano gli sguardi, ma non guardano attorno a sé. J.J. le è vicino, vicinissimo.

Lui non ricorda di essersi alzato dal divano, di aver camminato fino al centro della pista dove lei balla da sola, in mezzo al tutto. Quale forza invisibile ha la bellezza? Deve averne tanta, deve essere potente. J.J. non ricorda di essersi mosso verso quella figura danzante e la guarda. Lei si gira, si vedono. Un sorriso, può ballare con lei.

Ballano soli, insieme. Lei è bella. Glielo vuole dire che è bella. Apre la bocca per farlo.

Black Out.

Buio, silenzio, crollo improvviso.

Quando J.J. riapre gli occhi è steso sui divanetti, circondato dagli amici.

“Ma… dov’è la ragazza con cui stavo ballando. Era un sogno?”
“Chi, la brunettina con il vestito grigio?” chiede l’amico del Gin Lemon.

J.J., stordito, annuisce.

“Le hai vomitato addosso appena hai aperto bocca, è andata via con Poldo”.

Mai più sbronze.


Racconto scritto da Rita Fortunato, ideatrice e autrice di ParoleOmbra.

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