Medesimezza


Mi hanno detto che scrivevo bei versi,
e mi hanno chiesto: perché non scrivi più?

Non ho più ispirazione, risposi.
La stanchezza dei giorni, suppongo.
La medesimezza di quest’ombra che si scaglia
ad ogni ora sull’inquietudine dei giorni senza riparo.

Sono rotto nel mezzo di quella cancrena
che avvolge il sentimento privo di senso,
ancorato al ghiaccio che affonda
nella ferita insaziata delle mie angosce.
Tu sei così lontana, tu sei così vicina,
e poi così lontana, e vicina, di nuovo, e lontana…

Io sto nel mezzo di annate che non trovano
la loro adeguata collocazione,
io sto nell’epicentro del tuo malessere,
io sto a fondo, nella spirale dei tuoi tormenti,
io sto qui, forse lì, forse mai più in nessun luogo,
nell’eterno ritorno del dissimile,
in quel punto e buco nero che ci generò.

Cosa mai saremo, al limite delle nostre disgrazie?

cumulo di pietra in equilibrio

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